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ALLA RICERCA DELL’EQUILIBRIO TRA CASA E LAVORO

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ALLA RICERCA DELL’EQUILIBRIO TRA CASA E LAVORO

 

 Aldo Cingolani riflette sul bisogno di trovare nuovi equilibri tra casa e lavoro e sulla conseguente necessità di modifica della proposta del mercato immobiliare e dell’offerta alberghiera

 Aldo Cingolani reflects on the need to find new balance between home and work and the consequent modification of the real estate market proposal and the hotel offer

Architetto Cingolani, in che modo, secondo Lei, il Covid-19 ha modificato la percezione emotiva e funzionale degli spazi domestici? 

Il lavoro da casa sta cambiando il modo di concepire gli ambienti domestici che si sono improvvisamente trovati al centro delle turbolenze e dei problemi legati puramente alle attività professionali. La nuova routine porta inevitabilmente a una combinazione di impegni personali e lavorativi sbilanciata e così temuta dagli psicologi, per cui lo spazio di casa, nato per essere un “rifugio” da preoccupazioni esterne, si trasforma in un luogo privo di privacy ed esposto a una maggiore tensione. La soluzione a questo cambiamento starebbe nella trasformazione dell’offerta del settore alberghiero e del mercato immobiliare. 

Il nuovo stile di vita – che si protrarrà fino a data da destinarsi – ha ridotto la necessità di frequentare i grandi centri urbani. Avendo l’opportunità di rinunciare alla frenesia delle città, sempre più persone si stanno spostando verso i luoghi di campagna adiacenti o addirittura nelle altre regioni: solo Milano negli ultimi quattro mesi ha perso 12.000 residenti. 

Il cambiamento però non si limita allo spostamento: vengono preferite le case più grandi, possibilmente comprendenti gli spazi esterni come giardini privati o terrazze, che predispongono gli ambienti riservati alle necessità di lavoro e consentono una vivibilità esterna nonché il rispetto per la propria privacy.  

Non bisogna dimenticare che l’abitazione dovrebbe favorire il benessere fisico e psicologico attraverso la predisposizione funzionale degli spazi, l’utilizzo dei sistemi smart e dei materiali naturali. Perché il vero lusso risiede nelle piccole cose usate quotidianamente, nel comfort che accompagna le nostre abitudini, nel piacere di interagire con gli oggetti che troviamo belli e comodi. 

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Non bisogna dimenticare che l’abitazione dovrebbe favorire il benessere fisico e psicologico attraverso la predisposizione funzionale degli spazi, l’utilizzo dei sistemi smart e dei materiali naturali. Perché il vero lusso risiede nelle piccole cose usate quotidianamente, nel comfort che accompagna le nostre abitudini, nel piacere di interagire con gli oggetti che troviamo belli e comodi. 

In che termini questa crisi modificherà la cultura dell’accoglienza e i suoi ceremoniali? In particolare, è possibile che gli operatori del settore alberghiero siano costretti ad esplorare soluzioni alternative a Leisure e Business? 

Quelli che per vari motivi non possono lasciare le città cercano delle soluzioni alternative. In effetti, la realtà che stiamo vivendo apre le porte a una logica dell’hospitality un po’ differente rispetto a prima. L’offerta alberghiera che fino all’inizio di quest’anno era esclusivamente divisa fra affari e svago, probabilmente sarà ripensata da parte dei gestori: co-working nelle aree comuni, stanze adibite ad uffici, servizi di relax a disposizione anche dei visitatori.

Già oggi diverse strutture in tutto il mondo propongono le loro camere ad uso ufficio, con delle possibilità di usufruire dei servizi generalmente offerti per gli ospiti. Le persone che non possono più accedere al tradizionale luogo di lavoro o non si sentono al sicuro nel farlo hanno bisogno di un posto tranquillo e pulito dove lavorare senza distrazioni, e gli hotel i cui tassi di occupazione sono crollati quando la pandemia di coronavirus ha colpito il mondo hanno bisogno di generare entrate.

 

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Che opinione si è fatto sullo smart working e quale potrà essere una dialettica virtuosa fra casa e ufficio?

L’interazione e lo scambio di pareri e idee tra i membri dell’equipe sono essenziali per il processo lavorativo e vengono ovviamente avvantaggiati dalla presenza fisica. Cionondimeno, lo smart working può rivelarsi utile e addirittura migliore rispetto al lavoro in ufficio nel momento di elaborazione e strutturalizzazione degli input ricevuti. 

In questo contesto lavorativo, la trasformazione del mercato immobiliare e della proposta alberghiera può favorire il ritrovo dell’equilibrio tra il lavoro e la casa. 

 

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This article was written for 221 Realestate Magazine. The Original Text can be found on the following link on page 18: https://issuu.com/221realestate/docs/221_magazine-28-09-20?fr=sYWM3OTIwMTA5NzY